18 dicembre 2017

La bellezza in un servizio gravidanza

Credo di avere una moglie bellissima, per questo con l’arrivo della gravidanza ho subito fantasticato di come sarebbe stato bello fotografare il suo (nostro) pancione in un servizio gravidanza.

Ho proposto mille possibilità a Serena, ma la vedevo sempre titubante, finché un giorno non ho preso il coraggio a due mani e le ho detto chiaramente che non capivo le sue riserve. Lei mi rispose che si vergognava della sua cicatrice che le attraversa l’addome.
 
Rimasi sorpreso, a me quel segno non aveva mai dato nessun fastidio, anzi aveva un’aria familiare perché anche mia madre ne ha uno simile.
Per questo rimasi stupito della sua risposta, capii però che per lei il senso di disagio era davvero forte. 
Chi ci conosce sa che Serena è una ragazza forte, determinata e coraggiosa (spesso pure troppo), ma l’idea di aprirsi davanti a una macchina fotografica la bloccava. 
 
Abbiamo discusso molto e molte volte dopo pochi scatti si ritraeva, si ricomponeva e mi chiedeva di smettere. 
 
Oggi però è successo qualcosa di straordinario, sono riuscito finalmente a convincerla ad affrontare il suo demone.
Ci siamo chiusi in studio, abbiamo spostato i mobili e caricato le macchine (una digitale e una a pellicola). Abbiamo utilizzato una luce forte, a taglio, una luce che non lascia spazio agli inganni, ma che mette in evidenza ogni imperfezione.
Ne sono usciti molti scatti, alcuni classici e poi piano piano Serena si è sciolta e ha lasciato che il pancione puntasse deciso verso il mio obbiettivo. 
Curioso, in genere sono io che decido dove e come puntarlo, questa volta ho aspettato che lui puntasse verso di me.
Pochi attimi, alcuni bagliori del flash che squarciava il buio ed è uscito questo ritratto, forte, deciso e netto.
Un frame dove Serena mostra con coraggio il ricordo di un brutto incidente che sarà per sempre sulla sua pelle. Questo tipo di cicatrice non è cancellabile e chi la ha sa, che l’unico modo per non averla era non essere più qui.
 
Abbiamo scelto di raccontare questa storia per parlare a tutte le ragazze che decidono di non fare un servizio in gravidanza perché in quel periodo non accettano il loro corpo.
 
Questa foto non ha photoshop, nessun trucco, racconta un momento particolare della nostra vita: l’ultimo mese di gravidanza prima dell’arrivo di Giulia.
Per me non avere quest’immagine sarebbe terribile, significherebbe non avere materialmente il ricordo di uno dei periodi più importanti della mia vita.
 
Questo è il motivo per cui si scatta un servizio premaman, testimoniare qualcosa di transitorio che cambierà le nostre vite per sempre. Ma in fondo questa è la fotografia, un gesto veloce e immediato per raccontare una storia, per fermare il tempo e congelare un ricordo.
 
Non abbiate paura di sembrare brutte, non abbiate paura di quel chilogrammo in più o di quella smagliatura, siete sempre belle, anzi siete ancora più belle.
 
Se guardate la foto noterete che Serena, oltre alla cicatrice sulla pancia ne ha altre anche sulle mani, sul braccio destro e sulla testa. Le potete vedere in foto, non abbiamo censurato nulla.
 
Alessandro e Serena

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