1 settembre 2015

Wedding in London

Wedding in London

Londra è stata nella mia infanzia la città che sognavo, dai voli di Peter Pan a Dylan Dog mi ha accompagnato come scenario fino alla mia adolescenza. Una città sognata e poi arrivata negli anni del liceo come meta di una gita indimenticabile e portata sempre nel cuore. Ma negli anni successivi quella città stava per regalarmi una delle mie più grandi soddisfazioni personali, la famosa foto dell’autobus che è stata pubblicata oltre 2500 volte e che è stata copertina di Lonely Planet, oltre a essere copertina della guida della Gazzetta dello sport. Insomma Londra è uno di quei luoghi per cui nutro un affetto per quanto mi ha dato, per questa ragione quando sono stato chiamato a scattare questo Wedding in London non ho esitato un momento. Non importava se avrei preso l’aereo alle 6 del mattino e alle 11 avrei iniziato il servizio, non importava se la sera prima il matrimonio è finito alle 3 io sarei stato là in terra inglese con le mie macchine al collo.

Arrivati all’aereoporto un bus ci porta verso questa meravigliosa tenuta nella campagna, così ancora freddina da far dubitare che ci trovassimo all’inizio di Luglio. La giornata era velata in perfetto stile inglese, così lontana dal cielo assolato che avevo fotografato solo il giorno prima. Dentro di me pensavo a che generazione di fotografi fortunati che siamo, i voli low cost e Internet ci permettono di prendere lavori distanti migliaia di chilometri, un lusso che la generazione prima di noi non si poteva permettere.

Arriviamo a Leez Priory Wedding Venue, questo castello a mattoncini perso tra laghi e brughiera, uno scenario degno di un film, anche se personalmente mi sentivo molto Alberto Sordi in Fumo di Londra. Le pareti in legno i colori bianchi e neri tutto sembrava uscito dalla mia immaginazione mentre la precisissima manager mi conduceva dalla sposa.

Qui la prima sorpresa, imbraccio la mia nikon d750 e leggo error sul display, la macchina bloccata, provo le solite cose batteria ottica ecc ma la macchina non vuole saperne di ripartire non perdo la calma, ragiono e mi concedo 2 minuti per far ripartire la mia macchina terminati i quali imbraccio la fuji xt1 e inizio il mio lavoro. Avere sempre due macchine questa è la regola base per affrontare un servizio, specialmente un wedding in London

Lascio dunque la reflex nello zaino e attacco con la piccola mirrorless. La piccina si difende molto bene e mi aiuta a portare a casa una bella preparazione della sposa. Dopo circa una mezz’ora anche la nikon riparte e scendo in campo con 2 macchine.

Nel frattempo Serena ha iniziato a scattare le foto dello sposo, Massimiliano, mio alunno dei corsi di fotografia e oggi apprezzato operatore in una tv inglese.

La maggiore differenza con un matrimonio italiano è stato che un wedding in London ha dei tempi molto precisi da rispettare, una formalità degli ufficiali preposti che non si ritrova in un rito di casa nostra. Sembra strano ma se avessi fatto ritardare gli sposi alla cerimonia i messi comunali potevano andarsene.

Ma la parte più emozionante di questo servizio è stato sicuramente il ballo, questi ragazzi erano davvero scatenati con capriole e salti come se avessero un energia infinita. Hanno continuato fino a notte fonda senza fermarsi, hanno ballato, cantato e saltato incredibile l’energia che trasmettevano, spero di essere riuscito a metterne un pò in questo servizio

 

 

 

 

 

 

 

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