La fotografia di matrimonio al tempo del coronavirus  | Collephoto Studio
Tamara e Gianluca - Matrimonio al Bambaissa Forte dei Marmi Wedding 089

La fotografia di matrimonio al tempo del coronavirus 

La fotografia di matrimonio al tempo del coronavirus

La mia speranza più forte in questi giorni è che arrivi un vaccino che metta in scacco questo maledetto coronavirus. Sono sicuro che arriverà perché la scienza ha sempre vinto e vincerà ancora. Mentre scrivo questo articolo sul matrimonio al tempo del coronavirus mi auguro con tutto il cuore che questo maledetto covid-19 venga schiacciato al più presto, ma ragiono di come potrebbe essere un mondo nei prossimi anni, se non trovassimo una cura.
Ieri ho letto un interessante articolo su Milano finanza che parlava di uno scenario futuro in cui potremmo non tornare alla normalità.
Uno stato di pandemia costante, a ondate, ovviamente se non trovassimo un vaccino che sono sicuro troveremo.
Uno stato in cui avremo quarantene periodiche e in cui muteremo il nostro modo di vivere, riducendo i contatti personali, limitando gli assembramenti. Un contesto in cui però dovremo tornare a produrre, lavorare, vivere.
Leggendo tutto questo mi sono chiesto come si sarebbe trasformato il mondo del matrimonio, le giovani coppie innamorate rinunceranno al loro giorno più bello?
Io credo che la risposta a questa domanda la possiamo trovare nelle Bucoliche in una frase di Publio Virgilio Marone: “Omnia vincit amor et nos cedamus amori “, ovvero “L’amore vince tutto, arrendiamoci anche noi all’amore”.
Si l’amore vincerà in qualche modo torneremo a celebrarlo e a volerlo raccontare, forse ancora con maggior forza se non potremo invitare molte persone.
Ricordo un matrimonio celebrato dopo un terremoto, volevano farci entrare in otto, gli sposi, i testimoni e il prete e i fotografi. La prendemmo con ironia, oggi potrebbe essere la nuova regola. Un matrimonio per pochi intimi, ma non per forza sottotono.
Un matrimonio come spesso ci troviamo a fotografare per clienti stranieri che vengono in Italia per un elopement, ovvero un matrimonio durante una fuga d’amore.
Chi approcciandosi al matrimonio non ha pensato che forse sarebbe stato bello solo la coppia in un posto lontano?
Pensate anche agli indubbi vantaggi, non vi toccherà invitare lo zio Pino che proprio non potete vedere, o quella collega che tutti i giorni mandate a quel paese.
Ma poi vuoi mettere? Magari potremo celebrarlo in un luogo fuori dall’ordinario, sul tetto di un grattacielo o su una spiaggia tropicale, tanto non dobbiamo investire nel ricevimento.
Un matrimonio esclusivo in cui sarà sempre più importante avere fantastiche immagini, per far morire poi di invidia la collega di cui sopra.
Ma in fondo matrimoni come questo sono già all’ordine del giorno, per i fotografi che si approcciano al mercato internazionale, ne abbiamo scattati a Venezia, Firenze, Londra.
Certamente sarà una fotografia diversa, meno reportagistica e più calcolata, ma non per questo creerà immagini meno suggestive. Torneremo a creare di piccoli set a cielo aperto? Magari noi fotografi ripudieremo le piccole fotocamere quasi invisibili, che non ti fanno percepire dal soggetto e torneremo a lavorare con grosse macchine medio formato.
Magari il secondo fotografo si trasformerà nel tecnico delle luci che ci aiuta a creare immagini da copertina.
Forse a qualche collega questa visione dello scatto può anche piacere, non più tempi ridotti all’osso per raggiungere il ricevimento. I ritardi sempre per colpa del fotografo spariranno! Magari a qualcuno di scuola partenopea farà piacere la fine del reportage sgrammaticato, con lo scatto uguale a quello di 100 parenti con il telefonino.Apprezzerà il trionfo del pregevole gioco di luci che ci può dare una serie di flash schierati per lo scatto.
Personalmente in questo scenario mi vedo dotato di due macchine a pellicola, con tutto il tempo di poter ricaricare i rulli ogni 12 pose, con un assistente a cui dire con tutta calma di passarmi un 80 piuttosto che un 40. Uno shooting dove la fotografia non sarà più parte dell’evento, ma sarà la parte centrale dell’evento.
Un mondo dove sceglieremo i fotografi per la loro capacità di creare immagini, per il loro stile, per il loro modo di vedere e non solo per la loro vicinanza.
Un mondo dove la competizione in questo mercato sarà più serrata e metterà il fuoco sulla qualità, perchè le nostre foto (e i nostri video) saranno quello che poi tutti gli amici e parenti vedranno del matrimonio di questa coppia.
E mentre mi auguro che in fondo questo scenario, per quanto suggestivo, non si realizzi e che torneremo a festeggiare matrimoni pieni di persone e a fare un sacco di noiosissimi gruppi penso che in fondo, quando abbiamo fatto il servizio sul lago di Braies eravamo davvero avanti, sarà il primo di una serie di servizi del nuovo modo di fotografare i matrimoni?
Una serie di foto di Alessandro Colle e Serena Rossi per raccontare come potrebbero essere i prossimi servizi